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Destini incrociati

By : admin |dicembre 03, 2018 |News |0 Comment

Destini incrociati è il risultato di un laboratorio di Empowerment del paziente diabetico che si è tenuto presso l’ospedale Fatebenefratelli di Milano e che ha visto coinvolti i pazienti che fanno parte dell’Associazione degli amici del diabetico.
Da tempo in Italia si parla di medicina narrativa evidenziando l’importanza della centralità della persona con interventi formativi indirizzati a medici, e personale paramedico e/o effettuando ricerca con interviste in profondità con i pazienti cronici.

L’empowerment ha invece la finalità di rendere protagonista il paziente.
Renderlo consapevole delle risorse interne a cui può attingere per gestire al meglio la sua patologia. Prendere coscienza che deve essere medico di se stesso, imparando ad accettare la malattia, riconoscere le emozioni ad esse collegate e a gestirle.

Un paziente che si affida totalmente al medico e che non legge magari neppure i bugiardini dei medicinali che gli vengono proposti che spesso rifiuta o segue in modo discontinuo il piano terapeutico è un paziente passivo che ricorrerà al medico in continuazione sperando nella medicina miracolosa che non c’è.
Possiamo parlare della “solitudine dell’ammalato cronico” nel senso che al momento della diagnosi subentra un senso di smarrimento e si innesca un processo ben preciso che segue tappe che vanno, dal rifiuto, (quello di negare la malattia) alla rabbia, per sfociare nella depressione. I gruppi di auto aiuto servono ma hanno il limite di concentrarsi solo sulla patologia e la condivisione dei sintomi e determinano una relazione di scambio di informazioni spesso tratte da internet con conseguenze non sempre positive.
Nel laboratorio invece sono stati utilizzati gli strumenti classici della formazione degli adulti, facendo leva sulla nostra esperienza trentennale in azienda e applicando il metodo autobiografico acquisito alla LUA (libera università dell’autobiografia) .

Naturalmente il setting doveva risultare accogliente, le musiche selezionate hanno creato subito un clima di intimità. Ogni incontro aveva un tema, una lezione in alcuni casi supportata anche da video e poi i pazienti dovevano scrivere sul loro “diario di bordo” alla fine se volevano potevano condividere con gli altri i lori scritti. Già dal primo incontro si era creato un clima di reciproca fiducia, tutti hanno voluto leggere, apprezzandosi reciprocamente.
Abbiamo lavorato sui ricordi, sulle tappe raggiunte, sul rapporto con il proprio corpo, sull’importanza delle emozioni e per diverse sessioni non si è parlato di diabete, ma come ha scritto qualcuno il diabete era li, li accomunava ma in quell’aula c’erano splendide persone con belle storie di vita. Quando abbiamo affrontato il diabete l’abbiamo fatto partendo dalla lezione sulle emozioni e per molti è stato illuminante riuscire a dare un nome all’emozione ad esso collegata: vergogna, rabbia verso se stessi per non aver saputo controllarsi ecc. Averli stimolati a scrivere sul loro diario di bordo ci ha permesso di affrontare un argomento fondamentale Il diario alimentare che ogni medico consiglia di tenere. La discusisione che ne è seguita ha fatto emergere che veniva rifiutato perché vissuto come imposizione. “ci trattano come bambini” si è sentito nell’aula e tutti hanno annuito e ammesso che come i bambini si ribellavano e lo compilavano il giorno prima della visita, scoprendo di ritrovarsi accomunati in questi comportamenti. Ma la lezione successiva tutti avevano fatto il diario alimentare e si erano valutati e con orgoglio ci hanno mostrato il risultato.
Questa positiva esperienza ci auguriamo possa essere ripetuta e estesa a tutti gli ammalati cronici che soffrono della “solitudine dell’ammalato cronico”.
Noi di Andromedia Sas continuiamo con la nostra ricerca di soluzioni per il benessere delle persone e abbiamo strutturato un percorso per caregiver, non indirizzato a dare suggerimenti o soluzioni per gestire al meglio una persona con deficit cognitivo o fisico, ma come gestire se stessi in queste situazioni.
Gestire le emozioni contrastanti che si provano di fronte a una persona amata che perde le sue facoltà, come ricentrarsi sul proprio lavoro e coniugare due impegni così gravosi, senza perdere se stessi.

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Sei un caregiver e non lo sai?

By : admin |novembre 19, 2018 |News |0 Comment

La nuova proposta di Andromedia per sviluppare gli skills personali necessari per non essere travolti dal ruolo nuovo ed inaspettato che si materializza in presenza di un familiare affetto da deficit cognitivo.

Fin da piccoli, di fronte ad un problema, siamo stati invitati a “ragionare” per poterlo risolvere. E se il problema è di tipo relazionale, magari con l’esperienza abbiamo capito che il primo e costruttivo passo da fare è “parlarne”.
Nello scambio relazionale spesso facciamo anche riferimento ad esperienze condivise passate che hanno la funzione di gettare un ponte verso la soluzione del problema.
Ragionare, analizzare, parlare, argomentare, ricordare, sono “metodologie” che, così come le abbiamo usate sino ad ora, vanno in frantumi con una persona affetta da deficit cognitivo.
Sappiamo che l’Alzheimer, così come altre forme di demenza, nei prossimi anni costituirà una realtà importante con la quale ogni famiglia si dovrà direttamente o indirettamente confrontare.
Andromedia ha studiato gli effetti che la gestione di un familiare affetto da deficit cognitivo si ripercuotono su chi gli sta vicino e se ne prende cura: sul caregiver.

Il cammino della consapevolezza, dalla fase del rifiuto all’accettazione del ruolo, passando attraverso rabbia, paura, incredulità e tanto, tanto stress e sovraccarico emozionale.

Le regole relazionali abituali non valgono più e vincere il senso di frustrazione ed inadeguatezza che ne consegue rappresenta un passo fondamentale per ricoprire con efficienza e resilienza il ruolo di caregiver.

Non scegli di diventare un caregiver: questo ruolo ti cade addosso, spesso all’improvviso, invadendo gli spazi di una vita già piena. E non si può aiutare qualcuno senza prima puntellare se stessi, senza crearsi degli ancoraggi sicuri, senza essere consapevoli delle proprie emozioni.

Attraverso un percorso modulare, che affronta i molteplici aspetti dell’essere caregiver, Andromedia  propone un cammino per confrontarsi con una delle principali sfide che si prospettano nel futuro di quasi tutti noi, per essere consapevoli, per essere pronti, per aiutarsi ad essere di aiuto.

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Buon Anno da Andromedia

By : admin |gennaio 10, 2018 |News |0 Comment

Siamo grate a tutte le persone che hanno avuto fiducia in noi e che ci hanno permesso di giungere sin qui continuando a crescere professionalmente.

Andromedia ha superato i 30 anni di attività e abbiamo pensato di festeggiare quest’evento con lo stile che ci ha sempre distinto e che ci ha fatto apprezzare: la sobrietà. Niente party e cottillon ma abbiamo donato la cosa più preziosa che ognuno di noi può donare ad altri: tempo, competenze e professionalità. Abbiamo tenuto presso l’Ospedale Fatebenefratelli Sacco di Milano un laboratorio di medicina narrativa per l’Empowerment dei pazienti diabetici. Il risultato del lavoro svolto è stato sintetizzato in un libro e un video.

Da sempre il benessere delle persone è al centro delle nostre priorità. Abbiamo elaborato il metodo FreeMind® e siamo poi arrivate all’Empowerment del paziente, per il benessere integrato della persona. Oltre all’attività di volontariato abbiamo sviluppato nuovi percorsi formativi come:

Eroghiamo anche corsi online, con moduli scaricabili e momenti di formazione in presenza organizzati inhome o presso altra struttura, perché ognuno possa trovare la soluzione formativa che meglio si adatta alle proprie esigenze.
In questi 30 non abbiamo mai approntato un catalogo corsi perché i nostri interventi sono da sempre progettati esclusivamente sulle necessità della singola realtà. Per conoscere nel dettaglio la nostra attività e le nostre proposte contattateci telefonicamente (02/26224963) oppure scriveteci info@andromediasas.it

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Agire l’assertività per gestire lo stress

By : admin |gennaio 10, 2018 |News |0 Comment

Grande scoperta, anzi due: lo stress può essere anche una cosa positiva ed è su me stessa che posso agire… inutile aspettarsi che cambino gli altri. Già questo ha cambiato la mia prospettiva.
Mi porto a casa strumenti nuovi per scoprire come funziono. Adesso so che posso percorrere strade nuove.

Sentirmi, integrarmi per connettermi con me e con il mondo. Con Nadia, Livia e il gruppo ho vissuto ore stimolanti.

Sono alcune delle testimonianze di chi ha partecipato al primo modulo del corso “Gestire lo stress per prevenire le malattie” che si è svolto nella sede di Insieme Salute, da settembre a novembre 2017, in cinque mattine di sabati alterni. Prosegue così il percorso sulla consapevolezza proposto da Nadia Lattuada, formatrice, e Livia Negri, educatrice somatica con il Metodo Feldenkrais: dopo un primo corso svolto nel mese di maggio, quello appena terminato è il primo modulo di un percorso di tre totali.

Parte il secondo modulo

Il secondo modulo si terrà dal 13 gennaio al 3 marzo, il terzo dal 10 marzo al 5 maggio, sempre a sabati alterni, dalle ore 9.45 alle 12.45. Le iscrizioni sono aperte anche a chi non ha partecipato al primo modulo.

La modalità è quella di affrontare simultaneamente aspetti somatici e psicologici delle risposte allo stress, di fatto indissolubilmente connessi nel loro manifestarsi. Come dimostrano i più recenti risultati della ricerca sul cervello, le esperienze vengono sempre radicate a livello cognitivo, emotivo e fisico contemporaneamente sotto forma di corrispondenti modelli di reazione (pensiero, emozione, corpo) che sono intrinsecamente legati. Allenandosi a osservarsi dai diversi punti di vista, le persone hanno potuto riconoscere le loro dinamiche abituali nell’entrare in una fase di stress, trovare i mezzi per calmare il sistema nervoso e scoprire nuove possibilità di risposta, attingendo alle proprie risorse.

Il lavoro si snoda affrontando tematiche specifiche trattate dal punto di vista cognitivo – con materiale didattico, test, questionari – e dal punto di vista somatico – con lezioni di Consapevolezza Attraverso il Movimento del Metodo Feldenkrais. Si può proseguire il lavoro a casa anche grazie a specifiche audio lezioni di volta in volta inviate.

Per iscriversi al secondo modulo, “Agire l’assertività per gestire lo stress”, con inizio sabato 13 gennaio alle 9.45 scrivere a: nadia.lattuada@gmail.com oppure chiamare al 339/7312502.

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Gestire lo stress per prevenire le malattie

By : admin |marzo 02, 2017 |News |0 Comment

L’11 marzo si terrà il primo incontro del corso  Gestire lo stress per prevenire le malattie organizzato da Andromedia in collaborazione con InsiemeSalute.

Gli stili di vita moderni stimolano stress prolungati che ci fanno sentire fuori forma o ci fanno ammalare.
Ritmi accelerati, multitasking, pressione degli impegni lavorativi e domestici, mancanza di tempo favoriscono un elevato livello di stress che si riverbera, inevitabilmente, sul nostro fisico.
Diventa fondamentale saper rispondere in modo salutare ai continui “attacchi” che subisce il nostro sistema nervoso per prevenire o risolvere quei piccoli e grandi malesseri (ansia, sbalzi di umore, insonnia, dolori muscolari, problemi di digestione…) che disturbano la nostra quotidianità.

Saper riconoscere le dinamiche corporee e saper adottare le azioni necessarie perché il corpo non somatizzi e traduca la tensione mentale in contrattura fisica è la strategia che permette di mantenere il giusto equilibro fra corpo e mente.
Le nuove frontiere della neuroscienza hanno aperto possibilità fino a oggi inesplorate per raggiungere questi obiettivi e migliorare la qualità della vita, a partire dalla capacità del cervello di modificarsi grazie ad allenamenti mirati.

In un percorso 5 incontri di tre ore ciascuno si sperimenteranno e si impareranno tecniche corporee  e mentali per gestire lo stress, tecniche facilmente applicabili e replicabili nella vita quotidiana.

Docenti: Nadia Lattuada, Neurobiologa esperta del metodo Autobiografico e Livia Negri educatrice neuromotoria con il Metodo Feldenkrais.

Dettagli a questo link.

Per maggiori informazioni chiamare Insieme Salute (02/37052067) o scrivere a info@insiemesalute.org

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